Capelli bianchi, di Marchesa Colombi

CAPELLI BIANCHI
di
La Marchesa Colombi
(Maria Antonietta Torriani)

Quando la vecchiezza si annuncia francamente, quando accetta con coraggio i suoi capelli bianchi e le sue rughe, chi non l'ammira? chi non l'ama? chi non le si inginocchia dinanzi, per ripeterle con un poeta gentile:

"Oh lieta casa! Oh nido fortunato Su cui tu stendi l'ali!…"

Sgraziatamente, le signore che sanno invecchiare decorosamente sono così poche....
Ve ne sono di quelle che credono ringiovanire vestendosi come l'ultimo figurino, o imponendo ai poveri ballerini di trascinarle in giro nelle feste da ballo....
Altre ripetono a tutte le ore che si sono maritate giovani, giovanissime, bambine; se ne ricordano appena, anzi, non se ne ricordano affatto; non farebbe loro meraviglia, se udissero dire che sono nate maritate. E così si diventa mamme all'età di giocare alla bambola, si è nonne a vent'anni, e s'invecchia presto. Tutte Nonne scellerate. Poi vi sono quelle che propongono di non parlar mai dei propri anni, come se quel silenzio dovesse impedire agli altri di pensarci.
E poi quelle che, all'opposto, si scelgono una età primaverile e ne parlano continuamente, persuase che, a forza di sentirla dire, si finirà per crederci. È un risultato che ottengono unicamente sopra se stesse. Quasi sempre riescono a credere davvero di avere l'età che confessano, ed agiscono giovanilmente che è una pietà.
Ho udita non poche volte una signora di settantacinque anni, dire con molte smorfiette graziose:
Eh! non sono più giovine, cara signora. Quando si è fra i trentacinque e i quaranta...!
Aveva spezzata la cifra e vi si era posta in mezzo; ed erano per lo meno dieci anni che stava in quel bivio, fra i trentacinque ed i quaranta, senza aver il coraggio di riunirli. E quando fu per morire chiamò il suo figlio primogenito (aveva dei figli!) e gli espose la sua ultima volontà: che sulla lapide, sull'epitaffio, sugli annunci funebri non le si attribuissero più di quarantacinque anni. Povera donna! Davanti alla solennità della morte aveva varcato il Rubicone, aveva accettato un lustro di più.... Ma non aveva potuto andare più in là. Si può morire, ma non invecchiare.
Del resto, è una debolezza innocente.
Alle volte accade che col passare degli anni le forze non diminuiscono, sovente la salute si rinfranca; i figlioli, cresciuti bene, danno minori pensieri e maggiori gioie, le condizioni finanziarie migliorano, e la mamma, la nonna sessagenaria, si sente ancora piena d'energia, di buon umore; si sente giovine....
Chi ha sofferto per le debolezze peggiori dell'umanità, che si chiamano invidia, odio, calunnia, menzogna, che inducono ad atti ignobili e perfidi, si sente il cuore pieno d'indulgenza pei peccati veniali delle povere donne, che, senza far male a nessuno, vorrebbero galvanizzare la bellezza e la gioventù: le due fonti di ogni umana gioia! Ma senza arrogarmi il diritto di giudicarle, cito qui, per adempiere al compito assunto, le regole che i galatei stabiliscono per le signore che hanno varcata la sessantina.
Una signora vecchia dovrebbe avere il coraggio di confessarsi vecchia, di parlare, di agire come tale.
Le mode non sono fatte pei capelli bianchi. Non è necessario che una vecchia si vesta come un figurino antico; no, ma non deve vestire come nessun figurino. Abiti scuri, lisci, per uscire; abiti neri o bianchi lunghissimi per casa. Nulla s'adatta meglio alla vecchiaia che la maestà dello strascico, ed il bianco non disdice a nessuna età. Le bizzarrie di rigonfi, di groppe, di cerchi, di toupé, che appaiono tratto tratto nelle nostre mode, le esagerazioni d'ogni maniera, sono sempre ridicole per una vecchia: la moda non la giustifica di portarle. L'unica moda delle vecchie, sempre uguale, sempre bella è la dignità.
Una cuffietta quand'è in casa. Mantelletto ampio o scialle per uscire, e cappello serio. Un cappello di dimensioni giuste, che calzi, che copra gli orecchi.
Vogliono crederlo a me, che ho più d'un secolo d'osservazione, e che amo e venero la vecchiaia? Ebbene, vestite così sembrano avere dieci anni di meno; e vestite alla moda, grazie al penoso contrasto tra la novità del vestire e l'antichità della persona, acquistano dieci anni di più.

*

La grande rinomanza di Noemi per l'affetto che seppe ispirare a Ruth, ci prova quanto siano rare le signore che sanno comprendere bene la loro situazione di suocera.
Eppure sarebbe tanto facile.... accettare pienamente la loro parte di maternità verso la nuora. Non altro. Ma la parte di maternità invecchia. L'ostacolo è sempre là. Col proprio figlio non appariva. Un uomo è un'altra cosa. E poi l'amore di madre accomoda tutto.
Ma quella signora giovine, che viene a metterle un confronto accanto.... Eppure una suocera deve accettare dalla nuora tutti quegli atti di deferenza, che si devono dalla gioventù alle persone attempate. La destra a passeggio, sia a piedi che in carrozza, il passo quando si tratta di entrare in qualche luogo, la preminenza del saluto dai visitatori, la destra del camino o del divano nei ricevimenti.
La suocera deve astenersi di mettersi in terzo nelle visite, nelle passeggiate, nei divertimenti dei due sposi; ma deve accompagnare la nuora, all'occorrenza, quando è sola, presentarla ai conoscenti a cui non può presentarla il marito.
La suocera che vive in casa col figlio ammogliato, cede alla nuora il maneggio di casa, e, dal momento che suo figlio ha moglie, si mette a riposo. Malgrado l'età, malgrado l'anzianità dei diritti, davanti alla società la padrona di casa è la nuora, e la suocera deve saperlo riconoscere con quella doverosa rinunzia. Agendo altrimenti, usurperebbe un diritto che non le spetta, si arrogherebbe una padronanza in casa del figlio e della nuora, mancherebbe di delicatezza.

*

I divertimenti delle vecchie signore sono, oltre ai viaggi, la conversazione ed il teatro.
Nella conversazione possono tenere il primato; la loro esperienza e la libertà dei discorsi che l'età concede, rendono piacevole ed interessante la loro compagnia. Possono prender parte ai giochi seri se sanno di farlo bene. Il giocare a caso e male, è un'ingenua inesperienza che alla loro età non si perdona.
Dai balli una vecchia signora dovrebbe sempre tenersi lontana.
E se ci va per accompagnare una nuora, una figlia, una nipote, dovrà vestire riccamente, ma colla massima serietà; e non mai scollata. Un abito liscio di velluto nero o di trina, una cuffietta di tulle, orecchini e spillone di brillanti, è la migliore delle abbigliature serie. E se ha qualche acciacco, qualche malanno, lo lasci con Dio, e non rattristi la gioventù con racconti penosi. Si mostri contenta della compagnia che la circonda, indulgente e tollerante; sopratutto tollerante. Lasci stare quel benedetto a' miei tempi, che in bocca dei vecchi è un perpetuo rimprovero alle abitudini della generazione nuova. I suoi tempi sono passati e non tornano più. Accetti i tempi moderni. senza rimpianti, senza pedanterie. Creda a me, tutti i tempi hanno avuto la loro porzione nella grande somma dì beni e di mali che debbono consolare od affliggere l'umanità.
Tutte le preminenze che le si accordano per riguardo alla sua età deve accettarle, senza orgoglio, ma senza cerimonie. L'età è una superiorità, e quei riguardi le sono dovuti.
In teatro invece, dove i posti d'onore sono fatti per mettersi in evidenza, una signora vecchia li cede sempre alle giovani, fossero pure signorine. Può andare al teatro sempre, perchè l'arte si ama a tutte le età. Ma il suo posto è nell'ombra. Ci va per udire e vedere. Non per essere veduta.
Una vecchia signora può benissimo tenere ricevimenti, e dare anche feste da ballo, per far divertire la gioventù. Sarà un atto di generosità e di abnegazione, che le guadagnerà tutte le simpatie.
Ricevendo ospiti in campagna, toccherà a lei di combinare le partite di caccia, le lunghe gite e tutti quei piaceri dai quali i suoi invitati si asterrebbero se lei non può prendervi parte. Deve mostrarsi desiderosa che li godano loro, e fare cordialmente la sua parte di vecchia castellana, di fornire tutto l'occorrente, congedare e riaccogliere la comitiva alla soglia della casa, presiedere alla mensa. Se poi le sue forze lo permettono, può benissimo fare anche delle gite alpine senza che nessuno lo trovi fuori di proposito. È una questione di salute.
E le feste solenni portino il dono della nonna ai nepoti, ai figli, alle nuore, alle giovani amiche. E sia accompagnato da parole d'affetto materno, da benedizioni. Quelle benedizioni, quell'affetto le torneranno centuplicati, e faranno un'aureola di serenità alla sua fronte canuta.

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